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Diletta

Diletta è il  capolavoro comico di Osamu Tezuka. Un’opera travolgente, spietata e visionaria.

Geniale e manipolatore, Ichiro Monzen è un produttore televisivo sempre alla ricerca di successi per nutrire il suo ego smisurato. Harumi Nagisa, ragazza di campagna ingenua e irrimediabilmente brutta, ha nondimeno una voce stupenda e, soprattutto, il potere di diventare bellissima quando digiuna. Monzen pensa di farne la stella del futuro, peccato che il fidanzato di Harumi, lo scontroso mangaka Otohiko Yamabe, non sia affatto d’accordo. Quando, nel corso di un violento faccia a faccia, Otohiko precipita sotto le fondamenta di un palazzo in costruzione, il produttore pensa di essersene liberato, ma l’uomo è sopravvissuto. Rimasto imprigionato nel cantiere, per sopravvivere alle privazioni dell’isolamento, si rifugia nelle fantasie della sua fertile mente di fumettista. 

Nasce così “Diletta”, il mondo immaginario dei desideri e delle ossessioni, dove Otohiko può trascinare chiunque lo circondi, uno strumento che può ipnotizzare l’umanità intera. Quanto basta per trasformare l’industria dell’intrattenimento in una spaventosa arma di distruzione di massa. E non poteva finire in mani peggiori di quelle degli eroi di questa storia.

Sardonica demolizione della “società dello spettacolo” e dell’idiozia che la sostiene, Diletta è ancora più attuale oggi di quando venne concepita, alla fine degli anni Sessanta.

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Diletta è il  capolavoro comico di Osamu Tezuka. Un’opera travolgente, spietata e visionaria.

Geniale e manipolatore, Ichiro Monzen è un produttore televisivo sempre alla ricerca di successi per nutrire il suo ego smisurato. Harumi Nagisa, ragazza di campagna ingenua e irrimediabilmente brutta, ha nondimeno una voce stupenda e, soprattutto, il potere di diventare bellissima quando digiuna. Monzen pensa di farne la stella del futuro, peccato che il fidanzato di Harumi, lo scontroso mangaka Otohiko Yamabe, non sia affatto d’accordo. Quando, nel corso di un violento faccia a faccia, Otohiko precipita sotto le fondamenta di un palazzo in costruzione, il produttore pensa di essersene liberato, ma l’uomo è sopravvissuto. Rimasto imprigionato nel cantiere, per sopravvivere alle privazioni dell’isolamento, si rifugia nelle fantasie della sua fertile mente di fumettista. 

Nasce così “Diletta”, il mondo immaginario dei desideri e delle ossessioni, dove Otohiko può trascinare chiunque lo circondi, uno strumento che può ipnotizzare l’umanità intera. Quanto basta per trasformare l’industria dell’intrattenimento in una spaventosa arma di distruzione di massa. E non poteva finire in mani peggiori di quelle degli eroi di questa storia.

Ironica e beffarda demolizione della “società dello spettacolo” e dell’idiozia che la sostiene, Diletta è ancora più attuale oggi di quando venne concepita, alla fine degli anni Sessanta.