Archive for July, 2008

Work in Progress

Copertina

Lavoriamo sulla copertina adesso. Questa è la prima versione…

…carina, io in realtà preferivo un font meno calligrafico, così ho richiesto un’altra prova, e, per adesso, siamo giunti a questa soluzione, che mi soddisfa maggiormente:

Ovviamente potrebbe non essere neanche questa quella definitiva, volevo solo aggiornarvi…

La grafica che sta seguendo il lavoro è Laura della 001, le mando un saluto pubblico.

Recensioni

Stralci di recensioni

Ovviamente provenienti da siti e riviste francesi, ne ho raccolte un bel po’, alcune mi hanno davvero commosso per certe parole usate.

“Pioggia d’estate è come un giardino delle memorie dove si passeggia e ci si ferma a caso nel cammino. Alcune storie hanno una vera risonanza alla lettura e si ha l’impressione di vivere le avventure con Sergio, in altri momenti si ha invece la sensazione di restare un pò da parte. In realtà, forse ciascuno vi troverà storie che gli parleranno e lo toccheranno più che altre. Con uno stile semplice e rotondeggiante, in un bianco e nero ed abbastanza poetico, Sergio Algozzino ci fa entrare nella sua vita di disegnatore. E se non si è realmente entrati, almeno la porta è stata aperta… (BDencre)”

“Un’autobiografia simpatica di un italiano pazzo di fumetti, con una infanzia calma, più propenso ad ammirare Moebius che il papa. Riesce a divertirti e toccarti senza cadere nel ridicolo o l’auto-compiacimento, cosa che non è affatto facile. Pioggia d’estate è un libro che dà desiderio di passare un pranzo con l’autore, cosa che, occorre riconoscerlo, è lungi dall’essere il caso di tutte le autobiografie. (BDE)”

“Quanto porta la sua autobiografia di più in questo settore già abbastanza diffuso? Se occorresse cercare una tematica precisa, una prova di qualcosa di speciale, la risposta sarebbe: nulla.
Nulla poiché, finalmente, la vita del giovane Sergio è quasi strettamente identica a quella della grande maggioranza dei lettori di fumetti, una gioventù composta da una vita in una famiglia tranquilla, di giocattoli, di videogiochi, di cartoni animati e di musica. Tuttavia, questo fumetto non ha nulla di noioso e di poco interessante. Al contrario, è raccontato con umorismo ed una narrazione azzeccata.” (BD-Theque)

“Le sue memorie sono contraddistinte da una malinconia morbida non priva d’umorismo. Un lavoro che mette dunque del balsamo nel cuore. Da scoprire. (BDGest)”

“Un bel libro che darà il sorriso a tutti i grandi bambini nati coi cartoni animati. Un autore di appena 29 anni che rischia di fare parlare di lui negli anni a venire. (Le Litteraire)”

Work in Progress

A che punto siamo?

Ho finito di consegnare le tavole letterate ed il backstage.

Adesso stiamo lavorando sulla copertina, non abbiamo ancora trovato un font soddisfacente, ma procediamo.

Proprio al riguardo della cover, tempo fa ho realizzato per Kinart un Tutorial sulla sua realizzazione.

Lo riadatto qui e spero sia di vostro gradimento.

La copertina di un fumetto non è una semplice illustrazione, deve attrarre il lettore e, contemporaneamente, rappresentare l’essenza del fumetto stesso.

In questo caso ero anche l’autore del fumetto in questione, Pluie d’ete, cosà non avevo bisogno di far domande ad altre persone, come mi capitava invece, ad esempio, durante la realizzazione delle copertine di Avatar, dove era d’obbligo parlare con Rossana Baldanza, la sceneggiatrice, per scambiare delle idee.

L’unico riferimento datomi dagli Humano era il layout di impaginazione.
In pratica, dovevo disegnare una immagine continua su tutte e due le facciate, più le alette.
Passai tutto il primo pomeriggio a buttare giù qualcosa senza arrivare a nulla di soddisfacente.

Questa è la prima bozza “ufficiale”. Lavoravo già da giorni su questo concept, cioè di essere assalito da tutte le mie piccole ossessioni, riversate poi sulle pagine del fumetto stesso. I colori sono assolutissimamente indicativi, messi là tanto per distinguere cosa sarà colorato e cosa rimarrà a mezzatinta. Tengo a precisare che l’idea degli elementi colorati in maniera diversa mi è stata suggerita dallo stesso grafico degli Humano.

Approvata la bozza, parto con la matita, definendo tutti gli elementi che in bozza erano solo accennati.

Un giorno pieno per inchiostrarla, le dimensioni poi per me erano davvero eccessive.

Chiaramente, la sfida era calcolare esattamente cosa far spuntare nella parte frontale, nel retro e sulle alette. Per le alette ho lasciato apposta degli elementi singoli, la sedia e Nosferatu.

Il fronte, invece, contiene gli elementi fondamentali dell’illustrazione, oltre ad essere studiato compositivamente per essere visto anche da solo.

Ho realizzato le mezzetinte con la China Acquarellata, per poi trasformarle, digitalmente, in colore.

Ecco dunque la versione definitiva ed approvata, sofferta e partorita, ma di cui sono soddisfatto.

Infine, questa è la versione pubblicata ed impaginata dagli Humanoidi. Come si può ben vedere hanno cambiato il fondale, scegliendo un colore diverso, che però stacca molto bene le figure, quindi non mi lamento affatto. Il titolo è stato inserito esattamente dove immaginavo, con un ottimo lavoro di grafica, preservando perfettamente il disegno.

Work in Progress

Backstage

In questi giorni mi sono occupato di raccogliere il materiale per il backstage che starà in fondo al volume.

E’ una sensazione meravigliosa, mi sento davvero di tornare a 12 o 13 anni, quando rilegavo e fotocopiavo i miei primi fumettini.

Con l’edizione francese non ho avuto controllo del libro in sé, qui invece posso dare indicazioni, immaginarmi il prodotto finito ancora prima di vederlo, è molto emozionante.

Ecco un po’ di immagini sparse selezionate per il backstage:

Work in Progress

Il Toccatette

Ulteriore microcorrezione.

Da quando è stato pubblicato in Francia, subisco numerose battute per via di questa vignetta (con un equivoco grafico assolutamente non voluto)…

…così adesso, per l’edizione italiana, si è finalmente trasformata in questo modo:

Work in Progress

Lo Zio Tibia Colpise Ancora

Un altro degli errori impecettibili (ma per me estremamente fastidiosi) dell’edizione francese è in una vignetta dove la mia controparte giovane apre un cartone e trova uno degli Oscar Modadori dedicati a Zio Tibia, nello specifico “Zio Tibia colpisce ancora”, che però si trasforma in “colpise ancora”.

Adesso potrà finalmente tornare ad essere “colpisce”.