Ovviamente provenienti da siti e riviste francesi, ne ho raccolte un bel po’, alcune mi hanno davvero commosso per certe parole usate.

“Pioggia d’estate è come un giardino delle memorie dove si passeggia e ci si ferma a caso nel cammino. Alcune storie hanno una vera risonanza alla lettura e si ha l’impressione di vivere le avventure con Sergio, in altri momenti si ha invece la sensazione di restare un pò da parte. In realtà, forse ciascuno vi troverà storie che gli parleranno e lo toccheranno più che altre. Con uno stile semplice e rotondeggiante, in un bianco e nero ed abbastanza poetico, Sergio Algozzino ci fa entrare nella sua vita di disegnatore. E se non si è realmente entrati, almeno la porta è stata aperta… (BDencre)”

“Un’autobiografia simpatica di un italiano pazzo di fumetti, con una infanzia calma, più propenso ad ammirare Moebius che il papa. Riesce a divertirti e toccarti senza cadere nel ridicolo o l’auto-compiacimento, cosa che non è affatto facile. Pioggia d’estate è un libro che dà desiderio di passare un pranzo con l’autore, cosa che, occorre riconoscerlo, è lungi dall’essere il caso di tutte le autobiografie. (BDE)”

“Quanto porta la sua autobiografia di più in questo settore già abbastanza diffuso? Se occorresse cercare una tematica precisa, una prova di qualcosa di speciale, la risposta sarebbe: nulla.
Nulla poiché, finalmente, la vita del giovane Sergio è quasi strettamente identica a quella della grande maggioranza dei lettori di fumetti, una gioventù composta da una vita in una famiglia tranquilla, di giocattoli, di videogiochi, di cartoni animati e di musica. Tuttavia, questo fumetto non ha nulla di noioso e di poco interessante. Al contrario, è raccontato con umorismo ed una narrazione azzeccata.” (BD-Theque)

“Le sue memorie sono contraddistinte da una malinconia morbida non priva d’umorismo. Un lavoro che mette dunque del balsamo nel cuore. Da scoprire. (BDGest)”

“Un bel libro che darà il sorriso a tutti i grandi bambini nati coi cartoni animati. Un autore di appena 29 anni che rischia di fare parlare di lui negli anni a venire. (Le Litteraire)”